Focus a Seul su moda e automotive

Il 9 e 10 marzo le nostre banche e le nostre imprese saranno impegnatissime a Seul in Corea del Sud nella ricerca di nuove partnership in un mercato in continua crescita.

Saranno presenti i rappresentanti di 45 imprese, nove gruppi bancari e nove associazioni imprenditoriali per un totale di oltre 110 partecipanti, tutti saranno impegnati in questa missione promossa in società fra il Ministero dello Sviluppo Economico e degli Esteri e organizzata da Confindustria, Abi e Ice Agenzia.

Il sottosegretario agli Esteri Benedetto della Vedova sarà il capitano di questa squadra e l’impegno di tutti sarà incentrato su quei comparti che offrono spazio al miglioramento sotto il punto di vista della collaborazione, biotecnologie, macchine utensili, automotive, moda, biomedicale, automotive, procurement & construction e epc-engineering.

La Corea del Sud che è considerata la 12ma economia mondiale, la quarta in Asia, è il primo paese ad aver stipulato un accordo di libero scambio con America ed unione Europea e calcolando che la previsione di aumento del Pil dovrebbe essere attorno al 4% le possibilità di solcare nuove strade commerciali è molto ampia.

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Si punta ad accordo veloce per banda ultralarga

Telecom Italia ha reso noto che le sue intenzioni sono di velocizzare l’accordo con Metroweb Italia, controllata da Cdp (Cassa Depositi e Prestiti) e dal fondo F2i per la realizzazione della banda larga.

Oggi c’è stato l’incontro a Milano fra l’AD di F2i, Renato Ravanelli, il presidente della Cassa, Claudio Costamagna, l’AD di Metroweb, Alberto Trondoli e quello di Telecom Italia, Marco Patuano.

L’intenzione delle parti è quella di creare una “newco” che sarà controllata da Metroweb Italia attarverso un fondo strategico e di F2i, Telecom Italia avrà la mansione di investire sulla banda ultralarga utilizzando la tecnologia Ftth (fiber to the home).

Nei giorni passati l’AD di Telecom Italia Patuano è volato a Parigi per incontrare i dirigenti del gruppo che ha il controllo di Telecom (Vivendi) per avere il via libera per accellerare il tutto.

Il piano di lavoro prevede di cablare oltre 250 città.

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Chiuso fallimento Riva Fire

Fonti giudiziarie hanno riferito che la Riva Fire, società con il quale la famiglia Riva deteneva il 90% delle azioni dello stabilimento Ilva di Taranto che oggi si trova in amministrazione controllata si è vista presentare istanza di fallimento da parte della Procura di Milano.

Le stesse fonti hanno aggiunto che la società, una volta che sarà privata dello stabilimento dell’Ilva resterà vuota e piena di debiti.

L’udienza che discuterà l’istanza della Procura è stata fissata per il 25 marzo presso il Tribunale fallimentare di Milano.

Fonti vicine alla famiglia Riva hanno dichiarato che tutta l’inchiesta è infondata e totalmente priva di elementi oggettivi a supporto, per questo la società è fiduciosa che il Tribunale non accoglierà la richiesta.

La Riva Fire assieme a Riva forni elettrici e Ilva sono state rinviate a giudizio per quanto riguarda l’ipotesi di reato di disastro ambientale sullo stabilimento siderurgico Ilva localizzato nella città pugliese di Taranto.

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