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aBanks - La Banca d'Italia - storia |
La storia della Banca d'Italia
Data di nascita: 10 agosto 1893. In seguito alla crisi bancaria degli anni Novanta e
al disastroso crollo della Banca romana, emerse l'esigenza di risanare il sistema creditizio. Primo decennio del 1900.
Vigilia della prima guerra mondiale. La Banca d'Italia appoggiò il Banco di Roma che aveva subito molte perdite e costituì il Consorzio per sovvenzioni sui valori industriali. Primo dopoguerra. La Banca d'Italia favorì la riconversione dell'economia italiana, sostenne la politica deflazionistica del regime ed intervenne in seguito alla crisi degli anni '30. 1926: prima legge bancaria. Oltre a diventare l'unica banca abilitata ad emettere moneta, le viene attribuito il compito di vigilare sul sistema bancario. 1936, legge bancaria: trasformazione in istituto di diritto pubblico. Si stabilì che la partecipazione al capitale della Banca d'Italia fosse riservata ad enti di diritto pubblico, isituti di previdenza assicurazioni e casse di risparmio. 1947. Il sistema di riserve obbligatorie fu impiegato come strumento per contenere l'inflazione. 1963-64 Inflazione e deficit della bilancia dei pagamenti, la banca centrale mette in atto interventi restrittivi. 1969-70 Fughe di capitali all'estero. L'Istituto di Emissione interviene mediante una politica restrittiva. 1974. Crisi petrolifera. Ancora interventi restrittivi da parte della Banca d'Itlaia 1981. La Banca d'Italia non garantisce più l'acquisto di tutti i BOT offerti dal Tesoro e non sottoscritti dalle banche e dai privati. 1992. All'Istituo di Emissione viene attributio il potere di fissare di propria iniziativa il tasso di sconto. 1993. Alla Banca Centrale italiana viene trasferito il potere di variare l'aliquota della riserva obbligatoria e di fissarne la remunerazione. 1994. Viene eliminata la possibilità di finanziamento automatico del Tesoro. Prima di allora, esso poteva usufruire di uno scoperto in conto corrente entro un massimo del 14% delle spese iscritte nel bilancio di previsione. |
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